Andrea Mazzone è un nuovo giocatore dell’Albatro Siracusa Teamnetwork

Ala destra mancina di 21 anni, ragusano, arriva dalla Verdeazzurro Handball Sassari: sarà il numero 21 dei siracusani.

Altro rinforzo in casa Albatro Siracusa Teamnetwork: a vestire la maglia con la coccarda tricolore ci sarà anche Andrea Mazzone, 21 anni, ragusano doc, che arriva dalla Verdeazzurro Handball Sassari, squadra che ha disputato il campionato di Serie A Silver.

Ala destra mancina che fa della velocità una ulteriore caratteristica, Mazzone è nato e cresciuto nella KeyJey Ragusa. Da lì il salto nel team Campus Italia e poi, dopo un ritorno alla casa madre, l’esperienza a Enna e per ultima in Sardegna.

«Sono entusiasta di iniziare questa nuova avventura con la Teamnetwork Albatro Siracusa – commenta il neo numero 21 dei siracusani –. Per chi vive di questo sport, arrivare in una realtà così importante rappresenta il massimo, ma per me c’è qualcosa di ancora più speciale. Ho sempre sognato di giocare a pallamano ad altissimi livelli, e poterlo fare oggi a pochissimi chilometri da casa, senza dover rinunciare alla vicinanza dei miei cari e della mia famiglia, è un vero e proprio sogno che si avvera».

«Sentire il calore della mia terra e avere le persone che amo a fare il tifo per me a pochi passi dal campo mi darà una carica incredibile – conclude Andrea Mazzone –. Non vedo l’ora di scendere in campo, dare il massimo per questa maglia e ripagare la fiducia della società, del coach, dei compagni e dei tifosi».

Fonte: post originale su Facebook

Palestra Akradina "Pino Corso"

Pino Corso, Stella d’oro al merito sportivo, personalità molto apprezzata nel mondo sportivo, era un avvocato e professore di Diritto. Delegato provinciale del Coni, prima della riforma del Comitato Olimpico ne era presidente provinciale. Era stato presidente anche della Federazione provinciale di Pallavolo e del Panathlon International. 

Pino Corso è stato sempre vicino a quanti credessero nello sport nell’accezione più ampia possibile. Passione, idee, amore verso lo sport come spinta per i valori sociali. Rotariano convinto che il servire fosse centrale nel vivere quotidiano e con l’UNICEF per la cura e la promozione delle iniziative in favore dei bambini. 

Da uomo di sport ha voluto giocare fino alla fine, quando nel maggio 2015 è venuto a mancare prematuramente.